
"C'era una volta". Le favole di solito iniziano così.
Le belle favole,quelle con tanti eroi,un lieto fine e una morale.
Quella del coro El Vesoto di S.Floriano è iniziata 25 anni fà,e
sarebbe proprio una bella favola se non fosse invece una splendida realtà.
Realtà fatta di gente semplice e nobile allo stesso tempo.
Semplice negli atteggiamenti,nobile di spirito,così com'è
nella cultura della terra della Valpolicella in cui i cantori di S.Floriano
affondano le proprie radici culturali.
Ed è proprio da quelle radici che traggono la linfa che da 25
anni trasportano in terre lontane ad insinuare il tarlo della malinconia
e della nostalgia tra tanti emigranti che le miserie del passato hanno
portato in giro per il mondo in cerca di fortuna.
Fortuna nella maggior parte dei casi trovata,con il sacrificio però
delle proprie radici.
Il ruolo culturale quindi,che il coro El Vesoto si è ritagliato,è
proprio quello di ponte ideale tra il passato e il presente.
Un ruolo già chiaro un quarto di secolo fa,quando una ventina
di amici di S.Floriano decise di ridare vita ad un vecchio gruppo corale,scioltosi
qualche anno prima,diretto da Attilio Gasparato.
Si chiamava El Vesoto,in omaggio alla botte sulla quale il maestro batteva
il tempo quando si ritrovavano a cantare nelle cantine.
Siamo nel 1974, e S.Floriano non pare sentire più di tanto dei
fermenti politici e sociali che in quegli anni investono l'Italia.
Sotto il romantico campanile, la vita trascorre tranquilla come sempre.
Troppo tranquilla forse per un gruppo d'amici che ha tanta voglia di
fare e di cantare.
Tra questi c'è anche qualcuno di quei cantoriche aveva partecipato
alla prima esperienza del coro.
L'idea quindi è quella di fare rinascere dalle ceneri di quella
prima formazione El Vesoto.
La cosa incontra subito simpatia e sono molti i giovani del paese che
decidono di aderirvi.
Il tutto è perfezionato in un locale dove la sera, dopo qualche
bicchiere di vino, è possibile dare sfogo all'allegria cantando
in compagnia.
"Oltre all'intesa, viene trovata pure una sede, nei rustici annessi
alla storica Villa Lebrecht.
Di quel gruppo di pionieri fa parte anche un giovane maestro di musica,
Osvaldo Gasparato, nipote di Attilio.
Il giovane Osvaldo fin da subito dimostra di saperci fare con la musica
e nei rapporti umani ed, infatti nel corso dei 25 anni che seguiranno
sarà abile maestro e fraterno amico di tutti i coristi.
Il repertorio è quello classico di montagna.
La prima esibizione ufficiale avviene l'anno dopo, nel 1975, proprio
a Villa Lebrecht.